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Difficoltà nelle relazioni lavorative

Imbattersi in difficoltà più o meno rilevanti all’interno delle relazioni lavorative è un fenomeno purtroppo molto diffuso, che può creare notevole stress negli individui, fino a compromettere in modo anche serio la loro salute psico-fisica.

Il lavoro occupa una parte molto importante della vita di ognuno di noi. Per questo motivo è indispensabile riconoscere le dinamiche (positive e negative) che in un contesto professionale si attivano in noi e nel gruppo di cui facciamo parte.

Quanti pensieri abbiamo dedicato alle conflittualità sorte in equipe o quanti mal di pancia abbiamo avuto per un contrasto, diretto o meno, causato dalle forti parole del nostro datore di lavoro o, ancora, dalla difficoltà di riuscire a reggere dei ritmi che, spesso, sono percepiti troppo faticosi per noi?

Alla ricerca delle radici delle difficoltà lavorative

La prima grande distinzione che dobbiamo compiere, parlando di difficoltà nelle relazioni lavorative, è comprendere se esse sono il risultato di un contesto nocivo che esula da caratteristiche personali del soggetto o, al contrario, se a generarle sono anche caratteristiche specifiche della persona e/o delle relazioni tra colleghi. Comprendere questa distinzione è, senza ombra di dubbio, un compito molto difficile. Ma proviamo, insieme, ad affrontarlo e, per farlo, vi poniamo alcune domande:

  • Vi sentite mai di essere sommersi dal lavoro e avete l’impressione di non riuscire mai a completare le vostre mansioni a differenza dei vostri colleghi?
  • Avete l’impressione di non aver meritato l’impiego per cui siete stati assunti, di essere riusciti a ottenerlo per una svista dell’esaminatore o perché avete dato una immagine di voi molto più meritevole del reale?
  • Siete molto pignoli nel completare le vostre mansioni a tal punto da portarvi a casa il vostro lavoro per essere sicuri di riuscire a completarlo nel modo adeguato?
  • Pensate spesso al lavoro anche quanto esso non si porta dietro problemi o contrasti?
  • Ogni qual volta terminate un progetto o una operazione più complicata siete alla ricerca costante che qualcuno (un collega o un committente) elargisca complimenti e riconosca il vostro impegno e, se ciò non accade, ne risente il vostro umore anche in modo consistente?
  • Pensate che nel gruppo di lavoro tutti riescano a interagire meglio di voi e ritenete che di essere esclusi e questo vi è sempre capitato in tutti i contesti lavorativi?

Queste sono solo alcuni dei tanti quesiti che potremmo porci insieme. Avrete notato come essi siano molto differenti l’uno dall’altro ma pongono tutti l’accento su aspetti dell’individuo che possono, in qualche modo, interferire nella buona riuscita in ambito lavorativo.

Difficoltà lavorative: la sindrome dell’impostore e l’effetto Dunning-Kruger

Per esempio gli psicologi Harvey e Katz hanno dimostrato l’esistenza di una sindrome, detta la sindrome dell’impostore, nella quale alcuni individui sono convinti di aver indotto qualcuno a sovradimensionare le proprie capacità lavorative. Tale sindrome comporta notevoli disagi sia psichici che fisici e una grande difficoltà a relazionarsi con colleghi e datori di lavoro.

Ad essa viene spesso contrapposto, all’inverso, l’effetto Dunning-Kruger (dal nome dei due ricercatori che per primi lo hanno definito) e cioè la tendenza a ingigantire le proprie conoscenze. Tale effetto impedisce di riuscire a comprendere quali siano i limiti e le difficoltà da superare per potersi migliorare e ottenere delle prestazioni maggiormente performanti.

Lavoro e personalità

Ma una premessa fondamentale è dirsi che tali difficoltà sono da ritenersi come parte delle caratteristiche di personalità che ognuno di noi ha (e che spesso non sa di avere) e che comprenderle può aiutare a gestire meglio il proprio ruolo nel contesto lavorativo. Ma è doveroso ora considerare anche gli aspetti che non riguardano l’individuo ma sono insiti nel luogo dove si deve adempiere la propria mansione.

Per esempio non possiamo non considerare che alcuni lavori implicano delle difficoltà intrinseche. Un lavoro su turni, nelle ore notturne o nei fine settimane può interferire sui ritmi circadiani e mettere a dura prova il corpo e la mente delle persone. Attività molto faticose a livello fisico e/o mentale agiscono notevolmente provocando stress e ansia. Professioni molto competitive o basate sui risultati di un prodotto o di un evento interferiscono sulla possibilità di creare un ambiente gruppale positivo e accogliente.

Anche in queste situazioni, però, è possibile individuare meccanismi e modalità comportamentali che, nell’individuo o nel gruppo, possono essere modificate e migliorate attraverso una maggiore consapevolezza e la messa in atto di condotte nuove e alternative.

Mobbing e burn out

Laddove il clima è compromesso e le difficoltà individuali sono giunte a livelli eccessivi, si può incappare nelle due seguenti problematiche:

  • mobbing
  • burn out

Per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) “il mobbing sul posto di lavoro consiste in un comportamento ripetuto, irragionevole, rivolto contro un dipendente o un gruppo di dipendenti, tale da creare un rischio per la salute e la sicurezza”. La salute, infatti, è messa a dura prova da tali pressioni esterne tanto da indurre disturbi del sonno (insonnia), dell’alimentazione (anoressia e bulimia), ansia, attacchi di panico, emicranie, tic nervosi. Tali conseguenze agiscono sul rendimento lavorativo ma, soprattutto, sulla vita personale dei lavoratori.

Per quanto riguarda il burn out esso è (sempre secondo l’OMS) “una sindrome concettualizzata come conseguenza dello stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo”. È contraddistinto da tre stati:
– sentimenti di esaurimento;
– una maggiore distanza mentale dal proprio lavoro o sentimenti di negativismo o cinismo relativi al proprio lavoro;
– una ridotta efficacia professionale.

È facilmente comprensibile come entrambe le situazioni precedentemente presentate abbiamo una influenza nefasta sulla vita delle persone che ne sono coinvolte ed è indispensabile agire tempestivamente per superarne l’impatto psicologico

Il sostegno psicologico

Un efficace sostegno psicologico a supporto delle problematiche nelle relazioni lavorative può, dunque, essere uno strumento indispensabile per il benessere individuale. Lo psicologo può riuscire ad aiutare la persona a comprendere e a identificare l’origine delle difficoltà incontrate, premessa indispensabile per poter mettere in atto comportamenti più sani e adeguati. Inoltre può aiutare a gestire l’ansia e lo stress e a migliorare gli aspetti comunicativi e relazionali.